Ordinazione presbiterale di Giuseppe Russo sdb

33341445_1918329764857297_8923535469363331072_nDomani 2 giugno 2018 alle 17.30 nella Basilica San Domenico Savio, a Lecce, sarà ordinato sacerdote Giuseppe Russo (che, tra l’altro, ha ideato e realizzato la copertina di Ogni colore mi parla di Te). Tutti i dettagli sull’evento Fb di cui trovate il link sulla nostra pagina Facebook

 

Buona festa di don Bosco!

Anche quest’anno, attraverso la proposizione sui social, in tanti ci siamo preparati alla festa di don Bosco con le canzoni di #ognicoloremiparladiTe ed oggi festeggiamo il nostro Padre in tutti gli oratori del mondo. In alcuni risuoneranno anche le nostre canzoni per rendergli grazie!

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Il miracolo delle castagne

Ecco il miracolo della moltiplicazione delle castagne, operato da don Bosco nel 1849, come narrato nelle Memorie Biografiche (vol. II, 576 e ss.)

“In quest’anno 1849 una Domenica dopo la festa d’Ognissanti, D. Bosco, fattosi in cappella l’esercizio della buona morte, condusse tutti i giovani interni ed esterni dell’Oratorio a visitare il campo santo e a pregare pace per i poveri defunti. Aveva loro promesse le castagne quando fossero ritornati in Valdocco. Mamma Margherita ne aveva comperati tre sacchi, ma pensando che il figlio non ne abbisognasse che di piccola quantità per divertire i giovani, non ne fece cuocere che due o tre coppi. Giuseppe Buzzetti, che aveva preceduto i compagni nel ritorno, entrato in cucina vide che bolliva una pentola di poca capacità e sì lamentò colla mamma che di castagne non ce ne fossero a sufficienza per tutti. Ma non potevasi rimediare subito a quella mancanza. Ed ecco sopraggiungere i giovani e accalcarsi alla porta della Chiesa di S. Francesco; D. Bosco medesimo si mise alla soglia per fare la distribuzione. Buzzetti versò la pentola dentro un cestello e lo teneva fra le sue braccia. D. Bosco credendo che sua madre avesse fatto cuocere tutte le castagne comperate, ne riempiva il berretto che ogni giovane gli sporgeva. Buzzetti, vedendo che ne dava troppo grande quantità a ciascuno, – Che fa D. Bosco? grida. Non ne abbiamo per tutti. Se ne dà così, non andiamo alla metà. – Ma sì, gli rispondeva D. Bosco, ne abbiamo comperati tre sacchi, e mia madre le ha fatte cuocere tutte. – No, no; queste sole, queste sole, ripeteva Buzzetti. Tuttavia D. Bosco, rincrescendogli diminuire le porzioni, gli disse tranquillamente: – Continuiamo a dare a ciascuno la parte sua, fintanto che ce ne sarà. – E continuava a dare agli altri la stessa quantità che ai primi. Buzzetti crollava il capo guardando. D. Bosco, fintantochè nel canestro non vi fu più altro che la porzione per due o tre. Solo una terza parte dei giovani aveva ricevute le sue, castagne, e il loro numero era di circa 600. Alle grida di gioia successe un silenzio di ansietà, poiché i più vicini si erano accorti che il cesto era quasi vuoto. Allora D. Bosco, credendo che sua madre per motivo di economia avesse riposte le altre castagne, corse sopra a prenderle; ma trovò, con sorpresa, che non erano state cotte, e che invece della pentola grossa se ne era posta al fuoco una più piccola che era destinata per i superiori. Che fare? Non si sgomentò, ma disse: – Le ho promesse ai giovani e non voglio mancar di parola. – Preso un grosso mestolo bucherato, lo colmò di castagne quanto ne poteva capire e riprese la distribuzione di quelle poche che restavano. Qui incominciò la meraviglia. Buzzetti era come fuori di sé. D. Bosco calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva pieno in modo che le castagne si riversavano; mentre la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non diminuisse. Nè due o tre, ma circa 400 ne ebbero a sazietà. Quando Buzzetti portò il canestro in cucina vide che eravi ancora dentro una porzione, quella di D. Bosco, perché forse la Madonna SS. aveagli riserbata la sua parte. La voce dei fatto dai giovani più vicini si propagò a quelli più lontani, tutti rattenevano perfino il respiro, aspettandone la fine, e quando l’ultimo ebbe la sua parte, un grido universale risuonò D. Bosco è un santo, D. Bosco è un santo! – Il buon prete subito impose loro silenzio, ma gli costò gran fatica far cessare i loro schiamazzi, mentre da tutte parti gli si stringevano attorno. In memoria di questo prodigio D. Bosco volle che si distribuissero alla sera di Ognissanti, come asserisce il Canonico Cav. Anfossi, le castagne lessate a tutti quelli dell’Oratorio. Noi abbiamo esposta fedelmente questa moltiplicazione delle castagne, secondo la narrazione che ascoltammo dal nostro amico Giuseppe Buzzetti confermata per iscritto da Carlo Tomatis, e riconosciuta da tutti gli antichi allievi di questi tempi come autentica.”

 

Tempo di… EstateRagazzi!

Con la fine imminente delle scuole si avvicina il periodo dell’anno che spesso più fa gustare lo stile salesiano: l’Estate Ragazzi! Chiamatela come volete: ER, GrEst, Giochi estivi, Estate Giovani… è comunque un momento privilegiato in cui far gustare ai ragazzi e ai giovani un modo di vivere insieme e con il Signore il loro tempo, nello stile educativo di don Bosco.

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Molte delle canzoni di #ognicoloremiparladiTe sono nate proprio come canzoni per riflettere durante i momenti di preghiera di una Estate Ragazzi o Estate Giovani. Ad esempio così sono state scritte Piccolo acrobata,  Fino alla fine del mondo, Tra le mani Tue, Scelgo Te e Cambio Passo

E voi? siete pronti?

16 maggio 1887 – “Il pianto grande”

Il 16 maggio 1887 don Bosco, celebrando la messa all’altare di Maria Ausiliatrice nella Basilica del Sacro Cuore, a Roma, scoppiò in lacrime, colmo di commozione, tanto che dovettero aiutarlo per portare a termine la celebrazione. Don Bosco spiegò poi ai suoi salesiani che aveva rivisto tutta la sua storia e la presenza del Signore accanto a lui, sin dal sogno dei 9 anni, fino a quel momento, a pochi mesi dalla sua morte, con la congregazione salesiana già diffusa in tante parti del mondo.

Abbiamo cercato di ricordare questo momento importante in Tra le mani Tue, la traccia n. 5 di #ognicoloremiparladiTe

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Tra le mani Tue
(T: Sergio Petrarca, Laura Sempi, Fabiana Tornese; M: Francesco Pinto)

C’è terra e polvere
cieli e verdi prati
come – piccolo – sognai….
E ora sono qui
logori i miei passi
alzo gli occhi verso Lei
E così ora tutto quanto si fa chiaro
e così intuisco il disegno che hai per me

Quanti volti che quanti sguardi che
ho aperto il cuore per vedere intorno a me
prenderli per mano colorando insieme
ricamare sogni, tesserli con Te

La speranza che
il cuore ha custodito
oltre spine e lacrime
è fiorita docile
sotto la Sua mano,
guida che hai lasciato a noi.
E così io mi sento parte del Tuo abbraccio,
e così tutto acquista senso nel Tuo amore

Quanti volti che quanti sguardi che
ho aperto il cuore per vedere intorno a me
prenderli per mano colorando insieme
ricamare sogni, tesserli con Te

Ogni scelta che è costata al cuore
è un tratto di colore sulla tela mia
ogni suo dettaglio, ogni imperfezione
un capolavoro tra le mani Tue

10 maggio 1884: don Bosco scrive la lettera da Roma

Il 10 maggio ricorre l’anniversario della lettera da Roma, uno dei più rilevanti documenti pedagogici di don Bosco, e al tempo stesso la cifra della sua prassi educativa e dell’affetto verso i suoi giovani, che desidera felici nel tempo e nell’eternità.

In Vicino o Lontano, la traccia n.2 di #ognicoloremiparladiTe, abbiamo provato a dire tutto questo, a raccontare l’oratorio di Valdocco, l’accoglienza, l’allegria, la presenza di Maria, l’amorevolezza di don bosco, il clima di famiglia e la fiducia che in ogni ragazzo c’è un punto accessibile al bene.

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Vicino o lontano
(T: Sergio Petrarca – Laura Sempi; M: Sergio Petrarca)

Vicino o lontano penso sempre a voi
desidero solo che siate felici
nei nostri cortili o dove porterà
la vita di ognuno
e per sempre nell’eternità

Vorrei che tornassero i giorni
di allegria e semplicità
cuori aperti nella fiducia,
nella familiarità
di chi sa di essere amato
da chi spera e crede in lui
lascia leggere nel proprio cuore
attese di felicità

Vicino o lontano penso sempre a voi
desidero solo che siate felici
nei nostri cortili o dove porterà
la vita di ognuno
e per sempre nell’eternità

Troverai sempre un tozzo di pane
e un amico che ti accoglierà
apprendisti di mille mestieri da tutta la città
e cammina nei nostri cortili
una Madre che ci aiuterà
Lei che, guida, maestra e compagna sempre ci proteggerà

Vicino o lontano penso sempre a voi
desidero solo che siate felici
nei nostri cortili o dove porterà
la vita di ognuno
e per sempre nell’eternità

Dio ci chiama a dare sapore
tra le strade della città
e tu sai che il piatto migliore
in un pranzo o una cena sarà
sempre quello di una buona cera
perché non può mancare il sorriso
in un’anima che spera
sulla strada per il paradiso

Vicino o lontano penso sempre a voi
desidero solo che siate felici
nei nostri cortili o dove porterà
la vita di ognuno
e per sempre nell’eternità

 

Prepariamoci alla festa di Domenico Savio

Il 6 maggio in tutto il mondo salesiano si festeggia la santità di Domenico Savio, l’oratoriano di Valdocco che forse più di tutti simboleggia la bontà del sistema educativo di don Bosco, mirabile esempio di come sia possibile vivere in pienezza per un preadolescente.

In #ognicoloremiparladiTe c’è una canzone, Con gli occhi di un padre, in cui è proprio don Bosco che ci racconta di Domenico.

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